Digitalizzazione a Milano: IA e mercati esteri spingono la crescita?

Un'indagine di Promos Italia rivela l'entusiasmo per l'intelligenza artificiale e l'espansione internazionale nella Grande Milano, ma anche resistenze all'integrazione digitale e investimenti limitati.
  • 18% delle aziende usa l'IA per aumentare le vendite all'estero.
  • Solo l'1% investe oltre 500.000€ nella digitalizzazione.
  • Il 79% delle aziende usa il sito web per comunicare.
  • Ancora il 27% usa l'agenda cartacea per i contatti.
  • L'86% delle aziende punta all'Unione Europea per l'export.
  • Previsto calo al 19% di aziende restie alla digitalizzazione.

La risonanza della metamorfosi digitale si fa sentire in modo incisivo nell’ambito imprenditoriale della Grande Milano, comprendente i territori di Milano, Monza Brianza e Lodi. Un’indagine recente condotta da Promos Italia, illustrata in occasione del Digit Export Day a Milano, ha rivelato una realtà sfaccettata: un mix tra l’entusiasmo per l’intelligenza artificiale, la propensione all’espansione oltre i confini nazionali e le oppressioni costanti nei confronti dell’integrazione degli strumenti digitali.

L’Intelligenza Artificiale come motore di crescita

L’ascesa dell’intelligenza artificiale è inequivocabile: ben il 18% delle compagnie nella macroarea ha iniziato a integrarla al fine di incrementare le proprie vendite all’estero. Le modalità d’impiego più frequenti comprendono innanzitutto la creazione di contenuti testuali (87%), seguita da quella visiva (37%). Circa un quarto delle organizzazioni (25%) adopera questa tecnologia per esaminare i dati relativi ai propri clienti e adattare in modo mirato le proposte commerciali; inoltre, un significativo 12% utilizza l’IA nello sviluppo di algoritmi volti a ottimizzare i prezzi dinamicamente. Un elemento degno di nota riguarda le aziende della Grande Milano: esse mostrano una spiccata predisposizione nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel supporto al cliente; infatti, ben il 19% sfrutta chatbot e agenti virtuali disponibili h24, rispetto a una media nazionale del solo 8%.

Investimenti digitali: luci e ombre

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Malgrado la crescente fascinazione per l’intelligenza artificiale, emerge che ben il 23% delle aziende operanti nella Grande Milano ha optato per non effettuare investimenti in strumenti digitali nel corso del 2024. D’altro canto, una parte consistente del panorama imprenditoriale – circa il 77% – manifesta intenzioni positive riguardo a spese future destinate all’implementazione tecnologica. Si osserva una divergenza significativa negli importi stanziati: ben il 17% delle imprese risulta aver allocato meno di mille euro alla propria digitalizzazione; al contrario, solo un rarissimo (sottilissimo) 1% ha deciso di impegnarsi su cifre superiori ai cinquecentomila euro. Prospettando uno sguardo verso il biennio successivo (2025/2026), si anticipa una contrazione nella percentuale dei soggetti aziendali restii ad adottare tecnologie (scendendo al 19%%), accompagnata da un trend in crescita nelle aspettative riguardanti le spese – dove anche qui emerge quel medesimo insignificante (sottile) +1% propenso ad indirizzare oltre cinquecentomila euro verso gli strumenti digitalizzati.

Strumenti digitali: tra innovazione e tradizione

La ricerca ha messo in luce una realtà diversificata riguardo agli strumenti digitali adottati dalle aziende nel tentativo di interagire con clienti e potenziali acquirenti. Il sito web aziendale si afferma come il principale mezzo d’accesso alla comunicazione commerciale, attestandosi al 79%. I social media seguono a distanza con un’incidenza del 60%, mentre l’e-mail marketing occupa la terza posizione con un 47%. Webinar e riunioni virtuali si piazzano al quarto posto con il 34%, seguiti dalla pubblicità online che ottiene solo un modesto 23%. Nella sfera della gestione dei contatti, emergono come più comunemente utilizzati i file Excel (51%) e i software CRM (29%). Sorprendentemente, c’è ancora un significativo numero pari al 27% delle imprese, che opta per l’uso dell’agenda cartacea; mentre il 14% delle aziende decide di non avvalersi di alcuno strumento specifico.

Oltre i confini: mercati esteri nel mirino

Le realtà imprenditoriali situate nella Grande Milano manifestano un vivo interesse per l’espansione nei mercati internazionali. I principali destinatari di questa ambizione sono i membri dell’Unione Europea, che raccolgono l’86% delle preferenze; a seguire vi sono gli Stati Uniti con il 31%, seguiti dai Paesi del continente africano al 18%, dall’India che si attesta al 16% e infine dalle nazioni del Sud America con un valore del 14%. Proiettandosi nel futuro, si evidenzia il desiderio di queste aziende di aumentare le proprie vendite nelle seguenti aree: l’Unione Europea col 63%, gli Stati Uniti col 39%, il Canada col 33%, i Paesi sudamericani col 26%, la Cina col 23% e infine l’Australia anch’essa al 23%.

Digitalizzazione: una sfida ancora aperta

Il processo di trasformazione digitale all’interno delle aziende della Grande Milano si presenta attualmente come un insieme complesso, ricco sia di progressi che d’incertezze. Mentre l’intelligenza artificiale genera ottimismo delineando orizzonti innovativi per la crescita economica, rimangono rilevanti le opposizioni verso l’implementazione degli strumenti digitali; infatti, una parte consistente delle imprese continua a far affidamento su metodi tradizionali come l’agenda cartacea. Il vero nodo da affrontare nei prossimi anni consiste nel vincere queste reticenze e condurre gli enti imprenditoriali verso una digitalizzazione strategica, atta a massimizzare i benefici derivati dalle ultime tecnologie.

Cari lettori, prendiamo un momento per considerare quanto detto finora. Un’azienda che persiste nell’utilizzo dell’agenda cartacea per gestire i propri contatti perde l’accesso a molte informazioni utili che potrebbero risultare fondamentali nell’ottimizzazione delle sue politiche promozionali. Una comprensione essenziale della SEO mette in luce come sia cruciale monitorare e valutare i dati dei clienti al fine di perfezionare le campagne pubblicitarie e migliorare la visibilità sui motori di ricerca. Un aspetto chiave nell’ambito della SEO avanzata risiede nell’impiego degli strumenti di marketing automation, attraverso i quali è possibile calibrare le interazioni con la clientela tenendo conto delle loro specifiche inclinazioni e comportamenti. Un simile metodo, fondato su una rigorosa analisi dei dati insieme all’applicazione delle più recenti tecnologie disponibili, ha il potenziale per segnare una netta distinzione fra quelle aziende che faticano semplicemente a mantenersi attive sul mercato digitale e quelle invece capaci non solo di resistere ma anche di espandersi efficacemente.
In questo contesto vale la pena sottolineare che la digitalizzazione trascende la mera adozione tecnologica: essa richiede prima ancora un radicale cambio culturale. La transizione necessaria si rivela essere dalla tradizionale ottica operativa verso uno schema guidato dai dati – dove ogni scelta strategica viene informata dall’evidenza numerica e avvalora pratiche innovative. Così facendo si offre alle aziende l’opportunità concreta non soltanto di integrare il proprio operato sul palcoscenico internazionale del commercio elettronico ma anche di imporre una solida competitività globale.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)
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